Lo scaffale infinito – Storie di uomini pazzi per i libri

ImmagineMi prendo una pausa dagli amati romanzi, in attesa di scovare qualcosa di interessante in libreria (e di avere il tempo di leggerlo, si intende…), per riprendere in mano questo bel libro, uscito a dire il vero ormai da circa un anno, ma in un posto in cui si parla di libri nessuno più di lui merita di stare…
Lo scaffale infinito racconta storie di uomini che nella loro vita hanno amato i libri di un amore insano e senza limiti: parla di uomini affetti da bibliofilia o, in casi estremi, vera e propria “bibliofollia”.
L’autore, Andrea Kerbaker, è uno scrittore, saggista, docente universitario; ha lavorato per molto tempo come organizzatore di eventi e manifestazioni culturali ma, prima di tutto, è “pazzo” per i libri, li ama di un amore appassionato. Attualmente ne possiede circa 20.000, frutto delle sue ricerche in giro per il mondo, ma anche di scoperte casuali in polverose librerie antiquarie che lo hanno spinto a vere e proprie follie, come l’acquisto in blocco dei 70 volumi di un’edizione settecentesca dell’intera opera di Voltaire scovata nei sotterranei di una libreria a Londra. Perché i libri fin dall’adolescenza sono diventati per lui oggetti del desiderio. Proprio in questo si distingue il comune “lettore” dal bibliofilo, che non desidera semplicemente leggere i libri ma deve possederli, collezionarli, accumularli e catalogarli.
Spinto proprio da questa sua passione, Kerbacher va indietro nella storia a cercare, come dire, dei suoi alter-ego bibliofili, collezionisti di libri, che hanno dato vita a biblioteche magnifiche, composte da migliaia di volumi praticamente in tutto il mondo, indagandone e ricostruendone intenti e motivazioni, memore delle parole della scrittrice Marguerite Yourcenar, secondo cui costruire biblioteche, è “un po’ come costruire granai pubblici, ma per ammassare riserve contro l’inverno dello spirito”.
Il primo grande bibliofilo, collezionista moderno è l’umanista Francesco Petrarca che per lungo tempo fu in trattativa per donare alla Repubblica di Venezia la sua collezione di amatissimi codici manoscritti, più di trecento volumi in gran parte opere dell’antichità latina. Ritroveremo più avanti nel viaggio uno di questi splendidi volumi, in virtù delle vicende avventurose di cui fu protagonista: il codice virgiliano con le miniature del pittore gotico Simone Martini. Il codice è custodito oggi nella Biblioteca Ambrosiana di Milano e riporta ancora sulla copertina il sigillo con la N di Napoleone, perché faceva parte dei tesori trafugati dalle truppe francesi durante la campagna d’Italia. Questa è solo una delle incredibili storie che i libri si sono portati dietro nel corso dei secoli, e che l’autore ricostruisce, insieme alle vicende di coloro che quei libri li hanno posseduti, in giro per il mondo e in otto secoli di storia, dall’Italia, alla Francia, all’Inghilterra, alla Germania, alla Russia, per poi spostarsi oltreoceano, in America e in Argentina. Di secolo in secolo, personaggi famosissimi o semi-sconosciuti si passano il testimone in una ideale staffetta del collezionismo.
Ci sono i grandi mecenati ecclesiastici come Nicolò V, fondatore della Biblioteca Vaticana nel 1451, e il cardinale Federico Borromeo, fondatore nel 1609 della Biblioteca Ambrosiana, la prima biblioteca pubblica di Milano. Continua a leggere

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