Libro

ImmagineLa lettura di un libro rimane, almeno per chi non pratichi la meditazione, la forma più alta e più accessibile d’interiorità”.

Rispetto al lavoro di Andrea Kerbaker, Libro di Gian Arturo Ferrari, pur risultando complessivamente una riflessione anche di taglio storico sull’evoluzione del libro e dell’attività del leggere, è caratterizzato da un taglio più “filosofico”, che si propone di focalizzare lo sguardo sull’oggetto libro: che cos’è, quali premesse sono necessarie perché si arrivi alla nascita del libro, mettendo per iscritto qualcosa che fino a quel punto è stato solo orale; che relazione si instaura tra chi crea il libro e chi lo legge; cosa cambia quando dal manoscritto si passa al libro stampato. Naturalmente lo sguardo si muove sempre tra presente, passato e futuro, perché il convitato di pietra e-book entra fin dalle prime pagine nel ragionamento e, oltre ad aver messo in crisi l’idea e l’immagine di libro a noi familiare ormai da più di cinque secoli, ha scompaginato profondamente lo scenario editoriale degli ultimi anni, già alle prese con la drastica riduzione del mercato a causa della crisi, ponendosi come possibile esito finale del percorso compiuto dai testi dall’antichità mesopotamica, passando per i papiri egiziani, le pergamene, i codici e i libri stampati.
Il lavoro di Ferrari è, in sostanza, una ricerca dei significati che si sono stratificati sul testo scritto, ancora prima che nascesse il libro – inteso come testo di una certa lunghezza, dotato di un inizio e una fine e che prevede un certo lasso di tempo per essere letto – e poi, man mano che questo ha subito un’evoluzione, sia per quanto riguarda l’aspetto – rotolo, codice, volume a in folio, tascabile – sia per la tecnica di scrittura o di realizzazione – dalla copiatura a mano, alla stampa a caratteri mobili, alla stampa su rotativa, al digitale appunto – . Perché l’assunto è che le trasformazioni “fisiche” del libro comportano e, a loro volta, sono conseguenza di (su questo punto ci aveva già fatto riflettere Kerbaker),  trasformazioni nel modo di intendere il significato del libro e di relazionarsi con esso, sia da parte di chi lo scrive/stampa, sia da parte di chi lo legge (o non legge, ovviamente).
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