Il sorriso di don Giovanni

121038“Ero una lettrice accanita, e perciò investita di un ruolo estremamente delicato: trasmettere al mondo i messaggi contenuti nei grandi libri, i segreti della loro bellezza, i loro allarmi, le loro proteste, i disvelamenti, la pietà, perfino la loro disperazione, se si chiamava così la ragione della loro grandezza”.

Adele è convinta fin da giovanissima che i libri, i romanzi in particolare, salveranno il mondo e che i lettori “accaniti” come lei siano destinati a svolgere una missione importante: come api industriose, succhiano dai libri il sapere, la conoscenza, che poi distribuiscono attraverso le loro parole a tutta l’umanità. E proprio nelle mani dei lettori il miele della conoscenza si trasforma “miracolo sommo, nel più corrosivo degli acidi, capace di distruggere monarchie, imperi, potentati e ogni altra struttura di potere”.

Ermanno Rea ha trasfuso tutto il suo amore per i libri e per la lettura nell’intensa protagonista di questo romanzo e, considerando tutte le suggestioni che il personaggio della lettrice porta con sé (ricordo il saggio di Francesca Serra ), ho trovato estremamente poetico ed emozionante che lo scrittore abbia scelto una donna come suo alter ego, per raccontare un amore così intenso e senza riserve.
Adele ama i libri da quando era bambina. Il primo le fu regalato dal nonno, una copia de Il gatto con gli stivali insieme a un pacco di biscotti; da quel momento per lei l’esperienza della lettura è sempre rimasta indissolubilmente legata all’appagamento di un piacere olfattivo e gustativo…. Ne è diventata una “divoratrice” e proprio con i libri ha alimentato la sua fervida immaginazione, che spesso la porta a entrare nei romanzi, divenendone lei stessa personaggio, influenzandone la trama e, a volte, modificandone il finale. Il resto l’ha fatto il signor Arturo, amico-libraio che ha assecondato e alimentato il suo desiderio di avere sempre nuove storie da leggere e un giorno ha voluto rendere Adele partecipe di una rivelazione a cui in pochi sono ammessi: i libri vivono di vita propria, i loro personaggi sono vivi e si aggirano tra noi.
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