Malefica luna d’agosto

02845f9b9b7aaa54daf60d16d1559f8e_M“Un padre misantropo, una madre isterica, una nonna pazza innamorata di un cane ringhioso… per non parlare dello zio pipistrello sullo sfondo. Sarebbe stato troppo per chiunque. Giuliano aveva avvertito fin dentro la culla il peso di questa famiglia strampalata, che puntava su di lui per ritrovare il bandolo della matassa, e già da allora aveva deciso che non se la sentiva”.

Per raccontare le complesse dinamiche che regolano i rapporti familiari, tra educazione, genetica, desiderio di affermare la propria identità in continuità o contrapposizione con le proprie radici, Cristina Guarducci costruisce un romanzo a tratti surreale e venato di elementi macabri, in cui la risoluzione dei conflitti passa attraverso il superamento di antichi rancori e segreti svelati.
La Maremma assolata e rigogliosa di piena estate fa da sfondo alle vicende di una ricca famiglia alle prese con un’eredità contesa in tre giorni di caldo torrido e “colloso” e tre notti di luna piena che con i suoi vapori crea “turbini, speranze e squilibri” soprattutto nelle protagoniste femminili, che vedremo combattere per affermare la propria identità, per difendere il proprio amore o i propri interessi economici.
Nonostante l’eredità contesa dai due rami della famiglia Guastaldi sia legata alla discendenza maschile, infatti, ad emergere per sensibilità, intraprendenza e coraggio sono proprio le donne: mogli, figlie e l’anziana nonna. Continua a leggere

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