Chiara di Assisi. Elogio della disobbedienza

1706721_0Da cosa si riconosce un corpo felice? Può essere felice un corpo che si priva del cibo, che si vota alla castità, alla povertà e al silenzio? Cosa può spingere una giovane bella, ricca, abituata agli agi e alla comodità, destinata a contrarre un prestigioso matrimonio e ad essere servita e ossequiata in casa e nella comunità cittadina, ad abbandonare tutto e dedicare la propria vita totalmente agli altri, ai più poveri, bisognosi, reietti dalla società, diventando anzi una di loro? Chi era davvero Chiara di Assisi, vissuta tra la fine del XII secolo e la metà del XIII, e proclamata santa solo due anni dopo la sua morte, nel 1255?

Chiara di Assisi. Elogio della disobbedienza (Rizzoli) è un libro di domande, a metà fra un epistolario e un diario, in cui l’autrice tenta di realizzare un ritratto il più possibile “umano”, quindi riportando alla luce la verità e complessità di un animo femminile, sepolte sotto la semplificazione agiografica. Utilizza documenti storici (in particolare gli atti del processo di canonizzazione), ma non si accontenta della fredda ricostruzione degli eventi e cerca di andare oltre, per interrogarsi sui pensieri e stati d’animo di Chiara giovane donna, prima che santa.
Ho scoperto Dacia Maraini con il bellissimo La lunga vita di Marianna Ucria e, come accade di solito con tutto ciò che è legato all’adolescenza, la scrittrice da allora è sempre rimasta nel mio cuore per quell’indimenticabile personaggio di donna forte e contro le regole a cui è riuscita a “dare la parola”. Mi ha incuriosita in questo caso l’idea di vederla cimentarsi con la biografia di una santa, per di più una santa famosa come Chiara, perché ho subito pensato che dal libro sarebbe uscito un ritratto non convenzionale e avrei avuto la possibilità di vedere questa figura famosissima in una luce nuova. E del resto, proprio l’insolito titolo ha attirato la mia attenzione, per l’audace associazione della disobbedienza con l’idea di santità, che, forse banalizzando, avrei immaginato più in sintonia con concetti come la devozione, l’obbedienza, la mitezza…

Invece, seguendo pagina dopo pagina la ricostruzione della vicenda della giovane Chiara, scopriamo nella sua scelta drastica di rinunciare a una vita di agi e comodità, di seguire il messaggio di Francesco sul sentiero della povertà e del totale dedicarsi agli altri e ai loro bisogni, mettendo a tacere i propri, un dirompente atto di disobbedienza alle regole familiari e sociali.
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