Storia vera e terribile tra Sicilia e America

5373-3La scena cominciava a riempirsi di personaggi.
Così cominciai a fare delle ricerche su quella storia grottesca: cinque sfortunati siciliani ferocemente uccisi a diecimila chilometri dal loro paese a causa di una capra troppo rumorosa. Avevo voglia di sapere come erano finiti lì, ma anche di riabilitarli, o perlomeno di sentire anche la loro versione, anche se sono passati 115 anni e probabilmente il loro caso non interessa più nessuno“.

È un libro di storia che a tratti somiglia a un romanzo noir il saggio di Enrico Deaglio che ricostruisce la vicenda davvero terribile di cui sono stati protagonisti loro malgrado cinque siciliani emigrati negli Stati Uniti alla fine del XIX secolo.
La storia dei tre fratelli Defatta, del cognato Rosario Fiduccia e di un loro giovane compaesano, Giovanni Cirami, emigrati dalla Sicilia in Louisiana e qui rimasti vittime di linciaggio per un episodio piuttosto controverso e lacunoso, la sera del 20 luglio 1899, diventa occasione per raccontare il massiccio fenomeno migratorio dall’Italia meridionale verso il Sud degli Stati Uniti a partire dall’ultimo quarto del XIX secolo. Emigrazione favorita dai governi del giovane Regno d’Italia appena uscito dal Risorgimento e degli Stati Uniti reduci dalla guerra civile, interessati, il primo, ad alleggerire la pressione demografica nel Sud Italia trasformato in una polveriera da brigantaggio, manifestazioni e proteste dopo la delusione delle aspettative legate all’unificazione, il secondo, all’arrivo massiccio di nuova manodopera a basso costo da utilizzare nelle grandi piantagioni di cotone e canna da zucchero, dopo l’abolizione della schiavitù.
I siciliani in America prendono il posto dei neri che non vogliono più essere sfruttati; diventano i Dagos, gli underdogs, nuovi neri, perché appartenenti a una razza inferiore, una razza non completamente bianca ma corrotta da secoli di commistioni con invasori nordafricani, saraceni, a partire da Annibale (come dimostravano la pelle e i loro capelli, più scuri di quelli degli americani o degli immigrati irlandesi). Uomini forti e predisposti alla fatica ma, costituzionalmente, anche violenti e primitivi, per questo da sottomettere, tenere a freno con metodi repressivi.
Con l’antropologia criminale di Cesare Lombroso, il governo italiano tenta di dare una spiegazione scientifica all’aggressività e alla violenza manifestate dai siciliani durante episodi come la rivolta di Palermo del 1866 o i Fasci siciliani – sfociati in violente e sanguinose repressioni da parte dell’esercito ai danni della popolazione che aveva semplicemente alzato la voce e rivendicato per la prima volta i propri diritti sulla spinta delle aspettative alimentate dall’epopea garibaldina in Italia meridionale –.
I fratelli Defatta erano arrivati nel 1892 a New Orleans e si fecero convincere dal cognato ad avviare un commercio di frutta e verdura al Nord, nella zona di Vicksburg. L’attività andò bene e gli italiani riuscirono addirittura ad aprire una bottega di generi alimentari e comprare un po’ di terra da coltivare.
Forse proprio il desiderio di migliorare la loro condizione, l’abilità negli affari e la capacità di ascesa sociale spaventarono gli abitanti di Tallulah: i siciliani mettevano in discussione l’ordine costituito e le gerarchie già tanto compromesse dall’abolizione della schiavitù e dalle rivendicazioni della popolazione di colore.
Cercando i motivi all’origine della sfortunata sorte dei cinque emigrati, l’autore apre un’ampia parentesi sull’affascinante eredità di una storia millenaria di tradizioni e culture che si sono sedimentate e hanno lasciato i loro segni nell’arte, in letteratura, nel cinema ma soprattutto nel carattere degli abitanti della Sicilia, terra ricca di splendori e contrasti. In una meravigliosa digressione storico-artistica, Deaglio si spinge a cogliere l’espressione più profonda di questo carattere nell’ineffabile sorriso dell’Ignoto di Antonello da Messina, un misto di sensualità, sagacia, ambiguità che, a quattro secoli di distanza, ritroviamo anche sul volto di Frank Defatta: la “sicilianità” che probabilmente dovette risultare qualcosa di incomprensibile e spaventoso per gli abitanti di una cittadina degli Stati Uniti sul finire del XIX secolo.

Enrico Deaglio
Storia vera e terribile tra Sicilia e America
Sellerio
224 pagine
14,00 euro

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