Il collezionista di Baci

BaciGrazie a Nuovo Cinema Paradiso ho scoperto che con i film si può avere un rapporto affettivo – come con i libri, del resto – trovandoci dentro emozioni, avventura, scoperta, fuga, incanto (oltre a bellissime immagini, ovviamente). Nel mio piccolo, personale baule delle meraviglie Giuseppe Tornatore sta al cinema come Giacomo Leopardi sta alla poesia: al valore oggettivo di entrambi si aggiunge quello sentimentale che ti lega per sempre in modo speciale a ciò che impari ad amare in adolescenza. Ogni volta che rivedo il film, la sequenza finale dei baci mi fa irrimediabilmente piangere – complice naturalmente la musica struggente – per quel misto di dolcezza, meraviglia, nostalgia…
Ho acquistato questo volume alla fine di una visita agli studi di Cinecittà. Volevo un ricordo della giornata che non fosse un semplice gadget e mi è sembrato perfetto: una sorta di “cristallizzazione” su carta dello spirito del film e un modo per portarmi via un pezzetto di storia del cinema da un posto così speciale.
“Il Collezionista di Baci”, cioè di manifesti di film i cui protagonisti si baciano o stanno per farlo, è Filippo Lo Medico; la sua famiglia era proprietaria di uno dei cinema in cui il giovanissimo Giuseppe Tornatore iniziò a lavorare come proiezionista nella seconda metà degli anni Sessanta. Proprio il regista nella bella prefazione ci racconta come è nata l’idea del libro, che naturalmente si riallaccia alla famosa scena finale del suo film e a una fitta trama di ricordi personali e racconti di proiezionisti più anziani sulla consuetudine di tagliare le pellicole cinematografiche nelle parti ritenute più scabrose. Per un ragazzo del 1956 non c’erano molte occasioni di vedere un uomo e una donna baciarsi a Bagheria, se non sul grande schermo, ed ecco che quindi cinema e baci si fondono precocemente e indissolubilmente nell’immaginario del regista e saranno il nucleo della sceneggiatura del suo film premio Oscar.
Diviso in sezioni decennali, il volume è un viaggio in circa duecento immagini, tra manifesti e foto di scena, dalla metà degli anni Venti del Novecento al 2010: da Rodolfo Valentino a The Dreamers.
Per la maggior parte si tratta di pellicole americane, soprattutto nei primi due decenni, con qualche incursione francese e una presenza italiana che si intensifica progressivamente. Le prime locandine di film italiani sono Campo de’ Fiori e Ossessione, del 1943, ma in entrambi i casi gli attori non si stanno baciando… Per avere un vero e proprio bacio dovremo aspettare in Italia gli anni Cinquanta!
Naturalmente ognuno può isolare la propria personale galleria di ricordi scorrendo pagina dopo pagina, bacio dopo bacio, volti familiari cari come vecchi amici in un album di famiglia. Allo stesso tempo però, anche se in questo caso molti film sono semisconosciuti o di difficile reperibilità, le immagini della Hollywood in bianco e nero degli anni Venti/Trenta hanno il fascino di un’epoca lontana e quasi mitica ormai: volti di celluloide, patinati e perfetti, dagli sguardi languidi e pose teatrali.

Giuseppe Tornatore presenta
Il collezionista di Baci

Mondadori
22 euro

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...