Io sono Jonathan Scrivener

JONATHAN_SCRIVENER“Una delle teorie più accreditate afferma che ognuno di noi avrebbe due facce.
Opinione illustrata dalla parabola del Dr. Jekyll e Mr. Hyde. Concezione che può anche essere molto comoda, ma è assolutamente incongrua. Noi abbiamo tante facce quanti sono i nostri amici. Prima di negare la verità di questa asserzione, pensate ai rapporti che avete con i vostri amici: scoprirete che con ognuno di loro vi comportate in modo diverso. Una differenza quasi impercettibile, magari, ma c’è. É inevitabile, perché l’amicizia è la fusione di due entusiasmi, e non ci sono due dei vostri amici che posseggano esattamente lo stesso entusiasmo allo stesso grado”.

Io sono Jonathan Scrivener di Claude Houghton è un thriller dai sottili risvolti psicologici, in cui non si verificano omicidi o altri eventi cruenti ma veniamo assorbiti in un’atmosfera di attesa e sospensione e proprio il modo in cui questa sospensione viene risolta nelle ultime pagine determina senso e originalità del libro.
Devo ammettere che mi aspettavo qualcosa di diverso da questo romanzo del 1930, che Castelvecchi ha recentemente ripubblicato, incuriosita dalla quarta di copertina e dalla possibilità di conoscere un autore che non avevo mai letto. Onestamente, rispetto all’inizio folgorante, ho trovato la parte centrale un po’ lenta e dispersiva ma il libro decisamente si risolleva nel finale, grazie a un cambio di prospettiva che riesce a ribaltare le aspettative. Amo quando un libro riesce a spiazzarmi… Soprattutto un romanzo.
Come dicevo, ho praticamente divorato i primi due capitoli, una sorta di antefatto, scritto però a posteriori rispetto agli eventi raccontati nella prosecuzione del libro, che il protagonista/narratore ritiene necessario per inquadrare adeguatamente la vicenda.
Nell’Inghilterra di inizio Novecento James Wrexham, rimasto orfano molto giovane e senza mezzi per proseguire gli studi, ha dovuto preoccuparsi di trovare un lavoro senza potersi permettere il lusso di coltivare passioni, ambizioni, aspettative. Si è precocemente accontentato di sbarcare il lunario, grazie a un impiego presso un perito d’aste, che lo ha però imprigionato per quasi vent’anni in una routine quotidiana monotona e priva di qualunque sussulto. James ha finito per convincersi che ciò che non poteva avere – denaro, successo, belle donne – in realtà non fosse importante. Le pagine in cui descrive la monotonia e solitudine di questo periodo rendono davvero in maniera vivida la frustrazione, lo sconforto e la solitudine delle giornate grigie di James, rassegnato a vivere una vita da “spettatore”, trovando unico rifugio e consolazione nei libri, che però sono pur sempre un surrogato della vita reale…
L’occasione di dare una svolta a questo deprimente stato di cose si presenta sotto forma di un bizzarro annuncio di lavoro su un quotidiano. Un signore “con mezzi propri” sta cercando un segretario che gestisca la sua corrispondenza e archivi i suoi libri, perché deve partire urgentemente da Londra e potrebbe volerli ricevere in qualunque momento. Viene accuratamente specificato che nella scelta verrà privilegiata la personalità del candidato rispetto alle esperienze lavorative. Per James la possibilità di lasciare tutto, andare a Londra e cominciare una nuova vita! Ottiene il posto e viene effettivamente catapultato in un’avventura venata di contraddizioni e mistero, soprattutto rispetto all’identità dell’eccentrico datore di lavoro, partito senza che lui potesse incontrarlo.
Il proposito di risolvere il mistero su Jonathan Scrivener leggendo i suoi libri sarà fallimentare perché la biblioteca rivela interessi compositi e multiformi e anche le annotazioni e i passi evidenziati nei diversi libri non permettono di ricostruire una personalità coerente.
Difficile anche affidarsi ai racconti dei suoi amici, personalità molto diverse tra loro, con cui James instaurerà a sua volta rapporti di amicizia più o meno intima, cercando di carpire informazioni sui loro rapporti con il fantomatico Scrivener. Per circa duecento pagine cercheremo di capire cosa può accomunare una giovane ereditiera dalla bellezza eterea, un bohemien disilluso, un aspirante scrittore mondano, viveur impenitente e una ricca vedova dalla bellezza conturbante, nella loro amicizia con Scrivener e, soprattutto, cosa può legare tutti loro allo spaesato protagonista.
Ci vorranno diversi mesi, animati di incontri, cene, feste e ricevimenti prima di capire che, pur trattandosi di personaggi molto diversi per provenienza, estrazione sociale ed esperienze di vita, tutti vivono il presente loro malgrado o in sospeso in attesa di qualcos’altro. Sono inadeguati o insoddisfatti, alla ricerca di qualcosa di diverso rispetto a ciò che hanno e ognuno di loro, a suo modo e in diversa misura, può dirci qualcosa della personalità di Scrivener.
Ci aveva avvertiti Henry Miller, nella prefazione, che i personaggi di Houghton sembrano provenire da un altro mondo e vivere la realtà senza appartenere ad essa fino in fondo. É proprio nella costruzione di questi personaggi, nella loro psicologia complessa, nei desideri, aspettative, nella contraddizione tra ciò che sono e ciò che vorrebbero essere che questo libro ci coinvolge, soprattutto quando, seguendo i ragionamenti del protagonista James, capiamo che è attraverso le personalità di questo gruppo eterogeneo di amici che dobbiamo comporre l’identità di Scrivener.
É a questo punto che avviene il ribaltamento di prospettiva e, per venire a capo del mistero, James deve riportare su di sé la visuale, spiazzando quindi tutte le supposizioni che avevamo fatto precedentemente: Scrivener esiste davvero? È uno pseudonimo di qualcuno che James conosce e che ha voluto aiutarlo? Perché ha scelto proprio lui? Cosa lo avrà colpito nella lettera inviata per rispondere all’annuncio?
Jonathan Scrivener è un non-personaggio. Solo quando la compagnia si sarà disgregata e James sarà rimasto solo, come all’inizio della storia (che in realtà è la fine…), potrà finalmente vedere Scrivener, come guardando se stesso in uno specchio a dimensione ingrandita.


Claude Houghton

Io sono Jonathan Scrivener
Castelvecchi
288 pagine
18,50 euro

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