La storia segreta della rivoluzione – Prima parte

1365Cerca di non essere offensivo. Gli piace ritenersi di natura ragionevole e conciliante. Riesce a sottrarsi, a tergiversare, a sfuggire al problema. […] A cavillare e insistere sull’interpretazione delle parole. É un modo per guadagnarsi da vivere, si dice; ma non lo è. Infatti poi arriva la domanda esplicita, l’unica scelta fra due possibilità: vuoi una rivoluzione, M. de Robespierre? Sì, maledetti, maledetti tutti, la voglio, ne abbiamo bisogno e l’avremo”.

Chi erano i giovani Camille, Georges-Jacques e Maximilien prima di diventare i Desmoulins, Danton e Robespierre che ci hanno raccontato i manuali di storia? Cosa pensavano, cosa hanno letto e studiato questi tre ragazzi di provincia, di famiglia piccolo-medio borghese prima di diventare giganti della storia?
Amo la storia che si fa romanzo perché riesce a rispondere a domande come queste, rendendo i personaggi storici uomini e donne in carne e ossa, che si muovono, parlano, abitano le pagine del libro con la loro quotidianità, i loro pensieri, desideri, emozioni, ambizioni, ideali. Grazie a questo romanzo veniamo trasportati nella Francia del XVIII secolo, a vivere gli eventi che hanno preceduto e determinato la Rivoluzione Francese, raccontati attraverso le vite dei tre giovani protagonisti. Giovani menti desiderose di affermare il proprio punto di vista e di mettere in discussione lo status quo, di cui contestano la fondatezza e validità; incendiate dalle letture degli illuministi e dagli echi della guerra di indipendenza americana; bombe a orologeria pronte a esplodere in presenza di padri, nonni, zii che hanno scelto un futuro che loro non desiderano, a contestare l’autorità di familiari, vecchi insegnanti, notabili con il loro desiderio di conquistare un ordine sociale più equo e un avvenire migliore.
Sulla base della prefazione metodologica, in cui l’autrice ci spiega di aver fondato la sua ricostruzione il più possibile su documenti, discorsi riportati su carta, fonti che attestassero la veridicità o plausibilità dei dialoghi e degli eventi descritti, mi sono ritrovata a leggere il romanzo come un vero e proprio libro di storia, marcando date, luoghi, eventi e cercando di isolare nello sviluppo dell’azione la definizione dei caratteri dei tre protagonisti, a mio avviso uno degli aspetti più interessanti del romanzo. Camille Desmoulins, figlio primogenito di un avvocato di provincia, fin da piccolo ha iniziato a mettere in discussione e contraddire l’autorità paterna; è uno spirito inquieto, un “piantagrane impenitente”, pur soffrendo di balbuzie, ha la capacità di sconvolgere con le sue parole l’interlocutore. Georges-Jacques Danton, orfano di padre, ha rischiato più volte di morire fin da quando era bambino, dimostrando però una tempra fisica notevole: è irrequieto, ambizioso, desideroso di azione e si affermerà nella carriera legale. Maximilien de Robespierre, sensibile e precocemente responsabile, austero e virtuoso nel denunciare le “storture” e la corruzione e nel contrapporsi alle ingiustizie e discriminazioni dei più deboli a cui la professione di avvocato lo mette di fronte.
Il romanzo di Hilary Mantel è in realtà il primo capitolo di una trilogia e racconta avvenimenti che vanno dal 1763, quando i protagonisti hanno tra i 3 e i 5 anni, fino alle soglie della rivolta di Parigi nel luglio del 1789. Da dove arrivano questi tre giovani avvocati che supporteranno con le loro idee, i loro scritti, la loro determinazione l’evento che metterà in crisi definitivamente lo status quo mantenuto per secoli in Europa, modificandone irreversibilmente la mentalità, il rapporto con le gerarchie del potere costituito, laico ed ecclesiastico? Da dove nasce in loro l’idea che sarebbe stato possibile sovvertire l’ordine costituito e l’autorità del re, ritenuta fino a quel momento diretta emanazione del potere divino e sua incarnazione terrena?
Fin dalle prime pagine capiamo che è tutta una questione di rapporto tra padri e figli: padri che hanno scelto per i loro figli un futuro che questi ultimi rifiutano perché non corrisponde alle loro aspettative o perché sentono di meritare di più; padri che pretendono di decidere chi i loro figli debbano o non debbano sposare, senza tenere conto dei loro desideri. Per Georges Jacques la famiglia vorrebbe un futuro da ecclesiastico. Ad attendere Camille, finiti gli studi in legge, ci sarebbe un posto nello studio legale del padre, che lavora soprattutto per i nobili, e un matrimonio combinato con una cugina che conosce appena; in realtà lui vorrebbe assecondare la propria indole letteraria e fare lo scrittore. Maximilien riesce a non subentrare al nonno nella bottega di birraio grazie agli eccellenti risultati conseguiti negli studi e comincia a esercitare la professione legale ad Arras, mettendosi in luce per la dedizione al lavoro, la propensione ad assumere la difesa anche di chi non può permettersi di pagare e l’assoluta indisponibilità a prestarsi ai giochi di potere dei notabili locali. Tutti e tre sono convinti di meritare altro e soprattutto credono che i tempi siano maturi per un cambiamento radicale, che metta in discussione l’ordine costituito fatto di discriminazioni, soprusi dei più forti sui più deboli, disparità di fronte alla legge.
Intorno a loro scorre la storia, con Luigi XVI, Maria Antonietta e la corte dei nobili completamente isolati nel loro mondo di privilegi e lusso e ignari ciò che succede nelle strade di Parigi che pullulano di pamphlet, idee, proteste, malcontento di un popolo affamato nella stessa misura di pane e diritti, e i ministri delle finanze assolutamente non all’altezza di affrontare il problema del debito spaventoso della Francia.
Bellissimi e serrati i dialoghi in cui la contrapposizione tra i due mondi viene drammatizzata dall’autrice attraverso il confronto tra Camille, Georges-Jacques, Maximilien e i sostenitori del vecchio ordine. Padri, zii, nonni, anziani avvocati, funzionari, nobili rimangono generalmente infastiditi, più o meno interdetti, esterrefatti, indignati davanti alle idee sovversive, all’integrità intellettuale e morale dei tre giovani, che da parte loro non risultano minimamente intimoriti dalle differenze di età e ceto sociale, non riconoscendo alcuna autorità ai loro interlocutori, prospettando l’imminente rovesciamento dell’ordine costituito. Li lasceremo alle prese con la rivolta che monta nelle strade e nelle piazze di Parigi, in attesa di ritrovarli al più presto – spero – nei successivi capitoli della trilogia, protagonisti della rivoluzione nel suo pieno svolgimento…

Hilary Mantel
La storia segreta della rivoluzione
Prima parte
Fazi editore
250 pagine

€ 17,50

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...